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Giustizia e diritti umani in Messico: Cosa è successo agli studenti di Ayotzinapa a Iguala il 26 settembre 2014? ( I parte)

Iguala11-11-2015
Víctor L. Vieyra Santamaría. xkatun@gmail.com
Andrea Frustaci. andrea@chantiik.org

A quanto pare la crisi che sta vivendo il Messico in relazione al deficit di diritti umani minaccia di traboccare. Nel suo comunicato stampa 112/15 del 2 ottobre a Washington DC la Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani (CIDH) apprezza gli sforzi del governo per affrontare questa "situazione grave". Nel suo intervento introduttivo allegato elenca una ad una le azioni, le riforme legislative e le nuove leggi, i meccanismi e i programmi in atto per proteggere convenzioni sui diritti umani.

Ma avverte: "Nonostante i progressi riguardanti protocolli, codici e leggi, si riscontrano profonde lacune nella risposta dello Stato e notevoli ostacoli nella loro attuazione. La Commissione ha riscontrato un ampio divario tra le impalcature legislative e giudiziarie e la realtà quotidiana per milioni di persone nel paese. Ancora una volta, in tutto il paese, la Commissione ha sentito dire dalle vittime di abusi che questa attività formale da parte del governo non è altro che una 'simulazione'. "

Il documento prosegue affermando che "la militarizzazione della sicurezza pubblica, l'assegnazione dei ruoli alle forze armate che dovrebbero essere della polizia civile, nonché una politica di contrasto contro la criminalità organizzata e il dispiegamento di operazioni congiunte tra le forze armate e istituzioni dello Stato e la sicurezza municipale in diverse parti del paese ha portato ad un aumento delle violazioni dei diritti umani e la violenza e a più elevati livelli più elevati di impunità ".

Da parte sua, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Reid Raad Al Hussein, nella conferenza stampa del 7 ottobre da Città del Messico, ha proposto la seguente suggestione: "faccio un urgente appello perché venga garantita una maggiore protezione ai difensori dei diritti umani e giornalisti. Invece di sparare al messaggero, concentriamoci sul messaggio ", e ha aggiunto:" Siamo tutti dalla tua parte. Noi tutti vogliamo aiutare il Messico ".

Reid Raad Al Hussein ha fatto una serie di accuse: tortura e sparizione forzata sono le più grandi piaghe nel campo dei diritti umani per il Messico, attualmente più di 26 mila persone sono scomparse. Il 98% dei reati sono irrisolti e per la maggior parte non sono state svolte nessun tipo di indagini. Migliaia di donne e bambine sono vittime di abusi sessuali e di femminicidio.

Poi ha parlato del rapimento dei 43 studenti universitari nella città di Iguala il 26 settembre, 2014, dichiarando: "La fiducia dei cittadini nelle istituzioni federali e locali è stata gravemente incrinata dal fatto che (...) le relazioni suggeriscono fortemente che la polizia locale ha condotto attacchi violenti e imboscate contro studenti disarmati e contro una squadra di calcio locale. "

Che cosa è successo in Iguala il 26 settembre 2014?
Nel corso di quest’anno specialisti indipendenti ed esperti di comunicazione si sono occupati di ricostruire gli eventi del pomeriggio e la sera del 26 settembre 2014, raccogliendo testimonianze di poliziotti, testimoni oculari, funzionari e sopravvissuti riuscendo a ricostruire abbastanza oggettivamente il quadro di quanto è che successo.

Dopo una inchiesta durata sei mesi il Gruppo Interdisciplinare di esperti indipendenti (IMCI), nominato dalla Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani (CIDH) ha presentato la sua relazione e le prime conclusioni in un documento di quasi 500 pagine.

Il rapporto inizia con il riconoscimento che "siamo di fronte a uno scenario complesso, con diverse forze in gioco e diversi teatri in cui si verificano gli eventi".

Prima entrare nel merito della situazione e degli elementi nel contesto immediato in cui i fatti sono avvenuti, la commissione fa la seguente premessa: "Dato che ci sono numerosi fatti di violenza e su altri casi di persone scomparse, che verranno affrontati in un capitolo successivo, segnaliamo che questo primo paragrafo è limitato agli elementi che riguardano più direttamente la scuola normale ".

Questa considerazione non fa che rafforzare quanto in precedenza da noi menzionato riguardo alla situazione dei desaparecidos in Messico: la mancanza di giustizia pronta e rapida e l’ impunità diffusa sono pratiche ricorrenti.

Nel giorni precedenti il 26 settembre 2014 gli studenti di Ayotzinapa avevano preparato la loro partecipazione ad una delle commemorazioni della strage di 2 Ottobre 1968 raccogliendo contributi sugli autobus e utilizzando “boteos” (richiesta monete depositate in una pentola), ai caselli delle strade circostanti, questa raccolta di denaro sarebbe servita per coprire i costi del loro viaggio e soggiorno a Città del Messico, si tratta di una pratica comunemente tollerata dalle autorità. Nel loro programma gli studenti avevano deciso che "si sarebbero concentrati in un'unica sede della provincia e che il giorno della marcia avrebbero raggiunto tutti assieme Città del Messico, dove avrebbero partecipato come delegazione, e poi sempre in gruppo sarebbero tornati indietro. "

Sul far della sera del 26 settembre, i “normalistas” cercarono di prendere più autobus ma si resero conto che le loro azioni erano monitorate da pattuglie della polizia federale e da civili, con il tentativo di ostacolare la loro partenza. Questa versione è stata confermata da agenti statali e dalle relazioni di C-4 il Centro di comunicazione di tutte le società di controllo e di sorveglianza.

In particolare, secondo le dichiarazioni di un agente dell'intelligence militare, il sergente Cano viene informato da una telefonata da parte del C-4, della presenza di due autobus con gli studenti di Ayotzinapa dalla città di Chilpancingo, e immediatamente trasferisce tale informazione al suo superiore JRP colonnello comandante del Battaglione 27 della 35 ° zona militare.

Alle 20:15, gli studenti fermano un autobus in un luogo conosciuto come Rancho del Cura; mentre salgono l'autista li avverte che avrebbe dovuto lasciare i passeggeri nella stazione degli autobus di Iguala; sull’autobus salgono in 5 o 6 di loro con l’intenzione di arrivare a Iguala.

Dopo 15 minuti raggiunta la stazione, e fatti scendere i passeggeri, l'autista chiude il bus con dentro gli studenti della scuola normale, e lo comunica via radio al personale del centro servizi.

Nel frattempo ci sono state diverse telefonate tra gli altri studenti del bus con gli altri per cercare di capire che cosa stesse succedendo.
Attorno alle 20:45 altri studenti decidevano di andare in aiuto dei loro compagni trattenuti sull’autobus. A questo punto la compagnia di autobus ha informato la polizia locale dell'arrivo di un gruppo di scuola di studenti alla stazione.

Nei primi giorni, successivi alla scomparsa degli studenti una prima ipotesi proposta è che fossero stati arrestati dalla polizia municipale perché erano andati a Iguala con l’intenzione di boicottare uno spettacolo della moglie del sindaco. Questa versione è stata poi completamente esclusa, infatti lo spettacolo Maria degli Angeli Pineda Abarca, è iniziato alle 18.30 per concludersi alle 19:40 e, in quel momento, gli studenti erano fuori città.

Torniamo alla dinamica degli eventi.
Alle 21.16 due autobus arrivano alla stazione degli autobus, dal quale scendono gli altri studenti alla ricerca dei loro compagni che erano stati chiusi nel bus. Li trovano, non più bloccati perchè l'autista aveva riaperto le porte. Incontratisi decidono di salire su più autobus, testimoni raccontano di averli visti camminare in piccoli gruppi nelle piattaforme della stazione degli autobus senza notare nulla di straordinario.

Gli studenti salgono su tre autobus.
Alle 21:22 e nei successivi quattro minuti si rilevano una serie di chiamate tramite il numero di emergenza tra varie forze di polizia che riferiscono della presenza degli studenti. L'avviso fu dato alla polizia di stato con l’indicazione di recarsi sul posto, le informazioni sono state fornite anche alla polizia stradale e all’esercito.

Nel frattempo gli studenti si rendono conto che il conducente che aveva lasciato chiusi nell’autobus i loro compagni, aveva informato la polizia della loro presenza e la loro rabbia aumentava nel momento in cui venivano avvertiti dell’arrivo imminente della polizia fino al lancio di pietre contro le finestre di alcuni autobus.

Sono le 21.23:50 : da questo momento e in meno di tre minuti cinque autobus partono dalla stazione, quattro verso la via Galeana e il quinto prende la via Altamirano.

Nelle videocamere della centrale degli autobus alle 21:17:41 viene registrato l'arrivo della polizia a piedi con le armi in mano.

Il primo e l'ultimo autobus si muovono dalla stazione verso il periferico sud, gli altri tre si dirigono verso periferico nord, i cinque autobus seguono tre percorsi diversi, ma tutti cercano l'uscita a Chilpancingo per poi dirigersi verso la scuola di Ayotzinapa.

Alle 21.53 attraverso il numero di telefono di emergenza 066 telefono vengono segnalati i colpi di arma da fuoco, in quegli istanti gli studenti riescono a comunicare che alcune pattuglie di polizia si stanno avvicinando agli autobus sparando in aria, mentre un'altra pattuglia blocca il passaggio. In questa situazione si trovano i primi tre autobus che si stanno dirigendo verso lo Zocalo di Iguala. Questi eventi non figurano in nessun atto ufficiale ma emergono da diverse testimonianze tra le molte persone presenti nella zona che avevano assistito alla manifestazione musicale promossa dal Comune.
Sono in azione 4 o 5 pattuglie che seguono i tre autobus, e secondo gli studenti, poco prima di raggiungere lo Zocalo, gli spari della polizia sono già diretti contro autobus.

Quando gli autobus stanno per raggiungere il centro, alcuni studenti scendono dal secondo bus, per accompagnare la carovana da sotto difendendola con lancio di pietre per prevenire possibili scontri. In quel mentre il primo autobus viene, intercettato da una pattuglia, e gli studenti scendono dall’autobus lanciando pietre e qui si verifica un primo scontro tra gli studenti e una pattuglia della polizia municipale armata con fucili R15.

Molte persone sono testimoni di quanto succede: degli spari e degli attacchi da parte della polizia municipale verso gli studenti.

Successivamente il luogo viene raggiunto da altre forze di polizia, che sparano direttamente contro gli autobus mandando in frantumi la ruota posteriore del terzo bus, a questo punto nel loro disperato tentativo di fuggire i giovani non riescono a individuare la via d'uscita, l'incubo è appena iniziato . (Continua).

Per firmare l’appello di Amnesty International: http://www.amnesty.it/messico-43-studenti-scomparsi

 

                                                                Città di Iguala

Pubblicato: Mercoledì, 11 Novembre 2015 12:54