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Il voto che apre la strada al testamento biologico

eutanasia 2Corriere della sera, 26-02-2015
Elvira Serra

Il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia si pronuncerà martedì prossimo

Martedì prossimo il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia potrebbe approvare la Legge n.55 che istituisce il Dat, il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario. L’estensore Stefano Pustetto (Sel), con tutte le cautele del caso, è fiducioso: il suo testo è stato già firmato da 23 consiglieri su 49, con consensi bipartisan.

Se ottenesse il via libera, la norma sarebbe il primo vero passo verso il testamento biologico. La legge darebbe uniformità a quanto già accade in 34 Comuni del Friuli Venezia Giulia, tra i quali Udine, Trieste e Pordenone, che da soli rappresentano il 40% della popolazione regionale: qui i cittadini possono rivolgersi alle aziende sanitarie locali per esprimere le proprie volontà ultime in fatto di cure e ogni due settimane un notaio passa a ritirare le dichiarazioni del paziente.
Certo, in assenza di una legislazione nazionale, il medico può rifiutarsi di rispettare le volontà del malato. Ma c’è il precedente del caso Englaro (Beppino è nato in provincia di Udine, città in cui morì Eluana) e, di fatto, il paziente esprime già il suo consenso prima di ogni trattamento: perché, allora, non domandarsi se questo consenso vada accolto anche sul fine vita?

Il testo approvato per adesso dalla terza commissione consiliare del Friuli Venezia Giulia prevede che il cambio di residenza in un’altra Regione non comporti la cancellazione dalla banca dati con le dichiarazioni anticipate. Resta un silenzio sempre più assordante: quello del Parlamento. David Ermini, deputato responsabile della giustizia nella segreteria Pd, dice che «ci sono temi sui quali le maggioranze politiche non hanno ragione di porre veti». Il testamento biologico, però, non è ancora in agenda. «Ma non possiamo continuare a far finta che non esista».

Pubblicato: Giovedì, 26 Febbraio 2015 13:29

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