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Cittadinanza

Due giovani bosniaci, nati e cresciuti in Italia, trattenuti nel Cie di Modena perché i genitori sono diventati irregolari.

Lunedì un presidio delle associazioni presso la sede del giudice di pace dove si terrà la prima udienza.
ImmigratiOggi, 09-03-2012
Andrea e Senad, fratelli di 23 e 24 anni di origine bosniaca ma nati e cresciuti a Sassuolo, da circa un mese sono trattenuti al Centro di identificazione ed espulsione di Modena dopo che i genitori hanno perso il lavoro e si sono ritrovati senza permesso di soggiorno.
“L’assurdità della nostra storia è che non possiamo essere espulsi perché la Bosnia non sa neanche chi siamo”, scrivono i due giovani in una lettera indirizzata alla Corte europea dei diritti dell’uomo e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.


Una storia – come riporta Ansa – che ha mobilitato la società civile: lunedì prossimo un gruppo di associazioni organizzerà un presidio presso la sede del giudice di pace, dove si terrà la prima udienza relativa ai due giovani. “In Francia si diventa subito cittadini – scrivono i due giovani – qui invece speriamo almeno di non restare reclusi in questo carcere”.
Dopo l’interessamento del legale che segue i due giovani, anche la politica si sta muovendo. I consiglieri regionali del Pd, Luciano Vecchi e Palma Costi, hanno presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna per chiedere alle istituzioni “di mettere in atto tutte le azioni possibili per pervenire alla loro immediata liberazione”.

Pubblicato: Giovedì, 23 Ottobre 2014 21:59

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