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Giustizia e diritti umani in Messico: Cosa è successo agli studenti di Ayotzinapa a Iguala il 26 settembre 2014? (II parte).

stazione autobus Iguala22-11-2015
Victor L. Santamaria Vieyra. xkatun@gmail.com
Andrea Frustaci. andrea@chantiik.org

San Cristóbal de Las Casas. 20 ottobre 2015.

Nella relazione del Gruppo Interdisciplinare composta da esperti indipendenti, nominati dalla Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani, per contribuire a chiarire questi eventi che hanno scosso i cuori di milioni di persone nel mondo, viene confermato che nella notte del 26 settembre 2014, gli studenti della scuola normale di Ayotzinapa si muovono dalla stazione di Iguala a bordo di cinque autobus che avevano preso alle 21:23 e che immediatamente sono già seguiti da alcune pattuglie della polizia.

Il primo attacco operato dalla Polizia Municipale su tre autobus, secondo alcuni testimoni oculari avviene dopo circa 15 minuti: i primi colpi sono stati effettuati in aria, ma quando gli autobus arrivano vicino allo Zocalo, sono già evidentemente diretti verso gli autobus.

Testimoni riferiscono di aver visto all’altezza della clinica Cristina, gli autobus seguiti da pattuglie con le luci delle torrette accese ", e pochi isolati dopo si sono sentiti i primi spari. Aprossimatamente alle 21:40, gli autobus degli studentisono vicini al Periferico quando una pattuglia li blocca.
Le dichiarazioni della polizia fanno riferimento a un presunto "atteggiamento aggressivo da parte degli studenti " che discendono dal primo e secondo bus con l'intenzione di far spostare la pattuglia senza riuscirci perchè nel mezzo della tensione e del nervosismo gli studenti tornano ad essere fatti oggetto di mitragliate.

La testimonianza di uno dei piloti degli autobus conferma i fatti,già verificati attraverso le perizie che recitano: "i danni ai bus, sono stati prodotti da proiettili di arma da fuoco ... colpiti da diverse angolazioni ... tutti questi impatti dimostrano che i colpi sono diretti dall’esterno verso l’interno dei veicoli , e si può stabilire che i tiratori sono più di uno”.

Vi sono anche altre testimonanze degli studenti significative della premeditazione degli attacchi: " le pattuglie della polizia municipale che attendono gli autobus all’altezza del periferico hanno un’attrezzatura che "non è quello che di solito ha la polizia municipale", lepattuglie di polizia indossano caschi, passamontagna, abbigliamento a maniche lunghe, gomitiere, ginocchiere, guanti e giubbotti antiproiettili. "

Nel corso di questo scontro gli spari della polizia colpiscono Aldo Gutierrez, che giace al suolo ferito da una pallottola alla testa: il numero di emergenza 066 riceve una richiesta di aiuto alle 21:48 per lesioni alla testa da arma da fuoco. Così come testimonia il radio operatore,anche il poliziotto Alejandro Andrade de la Cruz avrebbe chiamato, per segnalare la presenza di un ferito nella via Juan N Alvarez. Inoltre le testimonianze degli studenti dicono che ci furono diverse chiamate con richiesta di un'ambulanza, e che, dopo aver insistito continuamente, è stato risposto a uno degli studenti che la polizia non aveva lasciato passare l'ambulanza e che perciò era tornata indietro. Aldo Gutierrez viene effettivamente soccorso mezz’ora dopo da un ambulanza dell’Università.

Quindi la ricostruzioni stabiliscono che quando i tre bus sono intercettati pochi metri prima del Periferico, circa 15 studenti scendono cercando di fare spostare la pattuglia, ma, invece vengono bersagliati da colpi d’arma da fuoco. Gli studenti a quel punto si ritirano porteggendosi tra il primo e il secondo autobus, e uno dei ragazzi ha un attacco d'asma. "Chilango" uno dei “normalistas”, presta il primo soccorso al giovane asmatico, e alle 22.19 viene chiamata la Croce Rossa. L'ambulanza arriva alle 22:25 e sono gli stessi poliziotti a spostare il giovane sull’ambulanza.

Il terzo bus, che era posizionato qualche centinaio di metri più indietro rispetto agli altri due viene circondato da numerosi poliziotti e uno degli studenti scende cercando di allontanare la polizia con un estintore, è ferito ad una mano, cerca di scappare ma viene preso.

I ragazzi che sono sopra il terzo bus, tra i quali vi è un ferito, tentano di proteggersichiudendo le portiere e inviano il pilota del bus a trattare con la polizia per riferire che hanno l’intenzione di arrendersi e consegnarsi, ma il conducente viene ricevuto con percosse e i ragazzi sono costretti a scendere dall’autobus con le mani in alto, e uno a uno vengono fatti sdraiare a terra. Gli altri studenti che si sono rifugiati tra il primo e il secondo bus sono testimoni.Il ferito viene trasferito sull’ambulanza, mentre i suoi compagni continuano a stare distesial suolo.Questa operazione si conclude quando i ragazzi vengono caricati dentro circa 6 o 7 pattuglie della polizia municipale di Iguala.

Nel corso degli avvenimenti , nella parte anteriore della carovana, all’imbocco del periferico nord, si verifica un colloquio tra alcuni normalistas e un poliziotto, che si presenta come il capo delle operazioni, che gli dice di andarsene minacciando che altrimenti sarebbero ritornati. Alcuni testimoni dichiarano che avrebbe detto “Forza ragazzi, consegnatevi, poi prendiamo tutti gli autobos e facciamo come se nulla fosse successo”.

Visto che gli studenti non avevano nessuna intenzione di consegnarsi ha quindi aggiunto: "Guardate, visto che non volete arendervi vi dico una cosa: vi pentirete per il resto della vostra vita di esser venuti a Iguala. Più tardi torniamo per voi. "

Sono le 22:50 e i due gruppi di polizia si ritirano simultaneamente. Secondo un comunicazione decodificata, a quell’ora l'esercito era informato su quanto era successo.

Il quarto autobus, che si era diretto all’uscita della città passando da Sud, viene intercettato alle 22:40 davanti al palazzo di giustizia. Il conducente è l'unico testimone diretto di quello che è successo (oltre ai membri di polizia ed esercito che hanno partecipato all’azione) tutti gli studenti che erano su questo autobus sono stati arrestati e sono scomparsi.

Secondo la testimonianza del conducente: "Circa 20 poliziotti sono usciti dai loro mezzi, in maggioranza incappucciati, ho sentito diverse esplosioni, e sono saliti a bordo hanno bucato le ruote con i coltelli e sono salita a bordo gidando 'Ora uccidiamo tutti ' e un poliziotto mi si è avvicinato dicendomi: 'Anche a te figlio di una cagna' e mi ha messo la pistola al petto attraverso il finestrino. "

Secondo la dichiarazione dell’ agente dell'intelligence militare MN, il pulman fu trasferito nella zona di fronte al palazzo di giustizia e riamanendo lì tra 45 minuti a un'ora; almeno altre due pattuglie che erano nel periferico nord vengono viste giungere al Palazzo di Giustizia; Le circostanze vengono anche confermate da una comunicazione telefonica tra uno degli studenti della carovana dei tre bus con uno che stava sul quarto. Anche la famiglia di IJL, uno degli studenti che era al quarto bus, racconta che il giovane li aveva chiamati chiedendo loro ricaricare il telefono e gli ha descritto i dettagli dell'attacco che stavano subendo.

Inoltre esistono prove della presenza di due pattuglie della polizia federale e uno della polizia ministeriale.

Secondo l'autista del bus, una volta che il pulman è stato intercettato, la polizia ha rotto le finestre con pietre e bastoni, e poi ha lanciato gas lacrimogeni e pepe. Anche il conducente viene colpito e spruzzato con gas al pepe. Quindi viene trattenuto da una pattuglia e assiste al trattamento cui sono sottoposti gli studenti: " sono stati duramente picchiati con bastoni sulla testa e qualli che potevano camminare li facevano salire sui mezzi mentre quelli che non potevano camminare venivano trascinati da due poliziotti. Il pilota ricorda anche di aver sentito un ufficiale dire a un altro, che tutti gli studenti non ci sarebbero stati nei mezzi ottenedo la seguente risposta: 'non importa, tra poco vengono quelli di Hutzuco'. Infatti di lì a poco sono arrivate diverse pattuglie blu bianco e rosa per prendere gli altri studenti ".

Anche il passaggio alla stazione di polizia municipale degli studenti fermati, è pieno di resoconti contrastanti, ci sono almeno 6 differenti versioni, tre delle quali sostengono che sono stati portati alla stazione di polizia tra 16 e 17 studenti. Ma quando i loro compagni vengono a cercarli attorno alle 05:00, non trovano nessun detenuto, neanche quei 6 che nella serata erano stati arrestati per reati minori.
Un altro testimone riferisce che almeno tre pattuglie del comune di Cocula giunsero alla stazione di polizia di Iguala, assieme a un numero imprecisato di studenti e che due pattuglie avrebbero ricevuto l’istruzione di portarli in una località chimata Loma del Coyote per consegnarli alla polizia di Iguala.

Nel suo rapporto la Commisione Indipendente conclude che la Polizia Cocula, ha nascosto le prove sull’andamento dei fatti e sul destino degli studenti, che secondo le investigazioni sarebbero stati trasferiti in una comunità chiamata Tianquizolco, ma finora non vi è alcuna evidenza che questa destinazione sia stata indagata dalle autorità messicane.

Mentre il quinto autobus si stava dirigendo fuori Iguala, circa alle ore 22:00 gli studenti ricevono una chiamata dai loro compagni che li avverteno delle sparatorie in corso.

Secondo le dichiarazioni degli studenti prima di raggiungere la periferica sud, l'autista ha detto che doveva aspettare una donna che doveva portargli gli abiti e i documenti, e che per questo ritardava la partenza. Ma il rapporto della commissione indipendente , ha rilevato anche su questo punto gravi omissioni e contraddizioni,perchè la testimonianza del conducente contrasta con le testimonianze dei normalistas.
Particolarmente significativa appare anche l'omissione di questo bus nella registrazione fornita dall'Ufficio del procuratore generale. Questi elementi avvalorano e rinforzano l'ipotesi che questo quinto bus può essere un elemento chiave per spiegare i fatti.

Secondo informazioni informali ma di dominio pubblico Iguala è un luogo importante per il traffico di eroina e una parte di questo traffico è mimetizzato attraverso l’utilizzo di alcuni autobus.

Esaminando diversi scenari, gli eventi che la sera del 26 settembre 2014 e della mattina del 27 settembre, si possono solo spiegare, con il fatto che gli studenti, desiderosi di prendere gli autobus per partecipare alla marcia il 2 ottobre, possono essersi imbattuti in qualche maniera con la droga o denaro illegale, nascosti in uno degli autobus, in particolare il quinto bus.

Secondo la versione del conducente, gli studenti appena usciti dalla stazione degli autobus, avrebbero manomesso il bus sul quale stavano, ritenendo che non sarebbe servito alle loro necessità per fare in modo che fosse riportato indietro alla stazione e poter così prenderene un altro. Questa ricostruzione però contrasta con quella degi studenti e degli altri testimoni. La commissione d’inchiesta ha trovato incongruenze nelle dichiarazioni e ricostruzioni dei fatti fino a dubitare decisamente – anche in base a perizie specialistiche - che il bus presentato dalle autorità messicane sia lo stesso che ha lasciato la centrale.

Nella ricostruzione degli eventi il quinto autobus viene interecettato da da due pattuglie municipali che gli sbarrano il passo. In quel mentre l'autobus viene superato da due pattuglie della polizia federale, che si fermano 30 metri più avanti e quattro agenti di polizia con le armi in mano scendono e si mettono in posizione di sparo contro il bus.

Gli studenti escono precipitosamente dall’autobus e cercano di scappare correndo indietro lungo il periferico sud, ma, notando l'arrivo di tre o quattro pattuglie comunali, cercano di penetrare in un terreno infilandosi in cespugli di alberi di biancospino per poi rifugiarsi in una colonia vicina.
A 100 metri più in là, l’agente dei servizi segreti M, ha confermato l'arrivo di altre tre pattuglie, e che lui si trovava a poca distanza dagli studenti da dove i normalistas in fuga cercavano di rifugiarsi nelle case vicine ... L'incubo non è ancora finito. (Continua).

Stazione degli autobus di Iguala                                stazione degli autobus di Iguala

Pubblicato: Domenica, 22 Novembre 2015 13:39